Rumore in cuffia

Si stima che in Italia circa 70.000 lavoratori siano impiegati in call center. Tra i possibili effetti di questa attività lavorativa c’è quello dei danni uditivi dovuti all’esposizione a rumore in cuffia. L’argomento è particolarmente complesso in quanto non si tratta di un’esposizione valutabile con i sistemi tradizionalmente utilizzati nell’industria.

Rimane comunque in capo al datore di lavoro l’obbligo di valutare questo rischio con riferimento alle norme applicabili. Tra queste la UNI 9432:2011, la UNI EN ISO 9612:2011, la UNI EN ISO 11904-2 e il rapporto tecnico UNI / TR 11450. L’obbligo di tale valutazione è, tra l’altro, rafforzato dalla considerazione che da più fonti emerge una significativa incidenza di ipoacusie nei lavoratori impiegati in queste attività.

Veram, la cui mission è quella di seguire le evoluzioni dell’igiene industriale per aggiornare le proprie attività di valutazione dei rischi al progresso tecnologico, sulla scorta della esperienza sviluppata in questo ambito su clienti di importanza nazionale, basa la propria offerta sulla tecnica del manichino.

La nostra strumentazione, coerentemente con le norme di riferimento, è omologata alla ITU P58 e regolarmente tarata.